INCONTRO
Florio: “Niente. Cerco, il più possibile, di non fare niente. E ci
riesco, modestamente, notevolmente bene.”
Cuidado: “Ma non sarà una pratica buddhista? Un napoletano buddhista?
Interessante…”
Florio: “Cara signorina… posso permettermi di rivolgermi a lei con
questa familiarità?”
Cuidado: “Ma la prego…”
Florio: “La ringrazio. Ecco, Il buddhismo è una volgarizzazione di
ciò che abbiamo costruito in Italia in maniera molto più sofisticata.
Vede, l’atarassia [hyperlink] buddhista non è nulla in confronto
alle tecniche di desensibilizzazione che noi a Napoli attuiamo da sempre. Noi
siamo dei professionisti, dei talenti naturali. Loro, dei dilettanti. Del resto
è per questo che ci si impegnano in tanti, da paesi filosoficamente inferiori,
come gli Stati Uniti, a seguire i dettami del Buddhismo e poi però si spaventano
di fronte alla libertà napoletana… lei mi capisce?”
Cuidado: “Non mi permetterei mai di asserire di essere alla sua altezza
e quindi di capirla… diciamo che mi sembra di afferrare il senso generale
delle sue boutades…”
Florio: “Beh, Nova cara, questa giovine donna qui che mi hai presentato
è una vera perla… una perla nera, se mi posso permettere…”
Cuidado: “Sono un po’ scura di carnagione, ma non così speciale.
Bontà vostra.”
Nova: [ecco che comincia la danza. Si piacciono. Sicuramente se ne rendono conto
in modo molto meno preciso di quanto me ne renda conto io. Vediamo fino a che
punto arriva la loro insicurezza, fino a dove continueranno a punzecchiarsi chiedendo
implicitamente all’altro di esporsi, di rendere l’attrazione inequivocabile.]
Cuidado: [questo tipo è pieno di sé. Tronfio, eccessivo. Maschilista,
mi pare. Questi complimenti del cazzo che mi fa mi fanno ridere. Però mi
piacciono anche. Vediamo se è vero o se è un bluff. Mi sembra che
sia un flirter professionale. Vediamo.]
Cuidado: “E questo niente come lo esercita?”
Florio: “La prego, mi dia del tu. Non sopporto questa distanza tra noi…”
Cuidado: “Ma siamo vicinissimi e stiamo parlando con una certa familiarità,
non le pare?”
Florio: “Mai abbastanza, Madame. Mai abbastanza vicino, se mi permette l’ardire…”
Nova: [e dai che s’è capito. Forza, gettate la maschera, interrompete
la schermaglia…]
Cuidado: [che cicisbeo. Gli piace giocare. Non sta prendendo questa cosa sul serio
nemmeno per sbaglio…]
Cuidado: “Non esageriamo con la vicinanza. Chissà cosa vedremmo se
fossimo ancora più vicini…”
Florio: “Il Paradiso, di certo. Apparirebbe per me nuovo cielo e nuova terra…”
Nova: [Leopardi… si mette a citare il suo poeta preferito per vedere come
reagisce lei…] [hyperlink Aspasia]
Cuidado: “Ma lei parla sempre con le parole degli altri o ne ha di sue?”
Florio: “Deliziosa, deliziosa. Una vera perla.”
Cuidado: [come no. Intanto non hai saputo rispondere alla provocazione.
Fai il fichetto ma poi capitoli in due minuti…]
Nova: [ora se la prende a male… non bisogna avere l’ultima parola,
non è vero Florio?]
Nova: “Non avere l’ultima parola con lui che se la prende a male…”
Ridiamo tutti. Anche io anche se non posso fare a meno di sentire la conversazione
di un quartetto al tavolo accanto. Due uomini e due donne, sulla trentina gli
uomini, sulla tarda ventina le donne. Gli uomini sono veramente improponibili.
Uno è sovrappeso in modo ridicolo. Ha i jeans attillati e bassi su un culone
quadrato e una felpa col cappuccio che fa un bozzo tondo tondo e basso sulla pancia.
È rasato a zero e ha gli occhi spaventati. L’altro è un piccoletto
bruttino con abiti costosissimi, da ragazzetto rap di non più di quindici
anni. Quest’ultimo è più aggressivo, supponente. Credo si
consideri “il bello”. Relativamente parlando, è ovvio.
Le due donne sono invece più carine, ben conservate, più sobrie,
meno vistose nell’abbigliamento e nelle insicurezze. Una addirittura è
spavalda, ma in modo simpatico. L’altra si definisce “relativamente
simpatica”… Che dice Florio?
Florio: “Questa cara ragazza è troppo intelligente. Le fa male alla
salute. E fa male anche a noi… credimi.”
Nova: “Non ci fare caso, Cuidado, è una vecchia discussione tra di
noi. Lui sostiene che se non riesco ad avere una relazione stabile è perché
spavento gli uomini…”
Cuidado: “Sarà anche vero… ma sì, è certamente
così. Ma quale sarebbe la soluzione? Blandirli?”
Florio: “Certo. A nessuno piacciono le saputelle. Un uomo si deve sentire
a suo agio, accettato, coccolato, apprezzato da una donna.”
Cuidado: “Ah… e allora bisogna mentire, nascondersi, apparire diverse
da quello che si è per far piacere agli insicuri?”
Il grassone sta dicendo di aver paura delle donne… aspetta, com’è
che dice? “il femminile e il femminino mi fanno paura.” L’altro,
la bestia idiota, dice che ci sono tre tipi di donne. Ma, come fanno a dire queste
cose proprio alle donne con cui ci stanno provando? L’idiota mi sembra versato
nell’intimidazione. Vediamo. Dice più o meno così: “Ci
sono quelle intelligente, ma sono pochissime.” “Pochissime?”
chiede la ragazza più carina, di fronte a lui, “Una percentuale bassissima.
Poi ci sono quelle che pensano di essere intelligenti, e invece sono delle pigne.”
“Delle pigne? Diciamo delle pietre, dei sassi. Dure come sassi.” “Si…
dei sassi, insomma delle pigne. E quelle vogliono parlare, hanno opinioni e idee
sulle cose. Pericolose e noiose, e sono la maggioranza. E poi c’è
un’altra minoranza: le pigne, le vere pigne che sanno di esserlo e non hanno
opinioni sull’amicizia, non vogliono parlare di politica e non danno fastidio.”
Florio: “Basta stare più tranquille, lasciare parlare anche gli altri…”
Cuidado: “Ma se non hanno niente di interessante da dire?”
Nova: “Precisamente. E se faccio mille sorrisi per lasciar dire ogni sorta
di vaccate ai mediocri per farli contenti, e poi questi si illudono di essere
davvero così interessanti ma alla fine scoprono che invece sono io ad essere
più sveglia di loro? Che ho fatto? Li ho imbrogliati!”
Cuidado: “Non solo. E se a me non interessassero degli uomini così?
Se io li mettessi alla prova per trovarne uno a cui piaccia discutere come piace
a me? Se io stessi invece cercando un uomo più sveglio di me?”
Florio: “Ma no, ragazze, non va proprio così. Non è una guerra.
L’innamoramento, la relazione non è una battaglia continua, non è
un gioco a premi. È il tentativo di trovare una condizione piacevole per
entrambi.”
Pausa.
Nova: “Mamma mia… E’ la descrizione del matrimonio di Effi Briest…”
Florio: “Ecco, vedi? Chi è Effi Briest? Perché devi sempre
dire queste cose astruse? Lo so che è il romanzo di Fontane. Ma chi lo
conosce? Un altro uomo si sentirebbe diminuito e spaventato se non lo conoscesse.”
Cuidado: “Sarà. Ma a me non interessa un uomo che non conosca quel
romanzo. O, anche se non lo conoscesse, non mi interessa un uomo che si senta
minacciato dalla mia conoscenza di qualcosa che lui non conosce. Ci sono tante
cose che io non conosco e che magari lui conosce…”
Florio ride. “Non funziona così. L’amore non è un confronto
paritario. Chi ve lo ha messo in testa?”
Nova: “In questo, purtroppo, hai ragione. A me non è mai capitato
un uomo che volesse un confronto, che volesse crescere con me, che volesse sapere
da me quello che conosco e darmi quello che conosce lui. Uno che voglia crescere
insieme.”
Cuidado: “Ma è solo perché hai guardato nei posti sbagliati.”
Nova: “Gira che te rigira, è sempre colpa mia…”
Florio: “Questi regionalismi di Nova in mezzo al suo linguaggio sofisticato
sono adorabili… Ma non lasciarti fuorviare dal fatto che io li trovi adorabili.
Io sono un uomo dalla mente eccezionale…”
Cuidado: “Mh. Allora sei l’uomo perfetto per Nova. Ti stai proponendo
a lei?”
Florio mi prende la mano: “Sempre. Sono l’umile servitore e cicisbeo
di Nova. Lei lo sa ma è crudele e mi rifiuta.”
Mi lusingano sempre le sue cialtronerie. Mezze vere e mezze recitate. È
un uomo che crede anche a quello che recita. O meglio, soprattutto a quello che
recita. Essersi creato un ruolo, un personaggio, lo tranquillizza.
Nova: “Va bene. Io devo andare. Passo a fare una sorpresa a Mauro.”
Cuidado: “Ma ancora con quello? Da quand’è che non ti chiama?”
Nova: “Sono passati due giorni e tredici ore…”
Florio e Cuidado scuotono la testa.
Florio: “Un militare, poi… ma non hai la bandiera della pace alla
finestra tu?”
Nova: “Sì… però, voi che mi criticate sempre per il
mio integralismo intellettuale, stavolta ho deciso di aprirmi, di capire, di non
giudicare subito…”
Cuidado: “Ma certe cose le DEVI giudicare dalle apparenze… Tu sei
pacifista, lui un capitano del Genio Militare… il tuo ‘tentativo’
mi sembra un delirio senza fondo…”
Nova: “Ma il mio analista mi ha fatto i complimenti…”
Si guardano sconvolti i miei due amici.
Florio: “Ah, beh. Allora, fai pure. E poi, scusa. Ma si va dall’aanalista
per lamentarsi. Mi sembra ovvio che lui cerchi di tirarti sù, no?”
Nova: “Sarebbe bello andare da un analista non per lamentarsi ma per elencare
le cose che vanno bene nella propria vita…”
Florio: “In ogni caso, non sono il tuo analista e non devo necessariamente
tirarti sù. Preferisco mostrarti le cose quali esse sono… dolorosamente.
E concordo con la nostra affascinante amica qui. E poi sei stata tu stessa a dirmi
che c’è qualcosa che non va… che ti sembra che non funzioni
tra voi…”
Nova: “Ma no… non ho detto che non funziona… Lui ha la ragazza
a Cuneo…”
Scoppiano a ridere e nonostante mi sforzi di intervenire e placarli per finire
il discorso, non riesco a fermare le loro risa.
Florio: “Un militare… con la ragazza a Cuneo? Questa è una
farsa alla Totò…”
Cuidado: “Non te la prendere Nova. Però, io dico: non sei stata tu
a piangere disperatamente proprio tra le mie braccia la mattina dopo la vostra
prima notte insieme?”
E come se non me lo ricordo… Lui si alza e se ne va, verso le sei del mattino
per iniziare il suo turno e io percepisco una sola cosa dentro di me. Un “NO”
che cresce, cresce. Non posso fare altro che ripetere “NO” e piangere.
Nova mi ha sentito ed è entrata in camera a capire cosa stesse succedendo.
“Ma quella era stata una reazione istintiva… Senza senso… non
aveva fatto niente per farmi reagire così. Sono io che sono pazza…”
Florio: “In questi casi dobbiamo sempre ascoltare noi stessi, la nostra
parte più profonda, le cosiddette ragioni del cuore.”
Nova: “D’accordo, Lyala. Dopo questa frase memorabile, vado: il cuore
me lo impone.”
Cuidado: “Vai da lui allora?”
Nova: “Sì… poi ti spiego perché…”
MATTA
“Pronto? Pronto? Non sento niente… Ah, sei tu Nova? Dove sei?”
“Ciao Matta… scusa, stai lavorando…”
“Ma no, ma no. Dimmi!”
“Volevo solo dirti… chiederti… Sto andando a fare una sorpresa
a Mauro…”
“Oh Santo Dio! Ancora? Da quant’è che non si fa sentire?”
“Da due giorni… tredici ore… venti…tre minuti.”
“Ho delle amiche irrecuperabili… Ma perché ci vuoi andare?”
“Perché tra una settimana parte… come faccio? Devo capire.”
“Ma cosa devi capire? Hai già capito tutto, no? Ti ha forse detto
quando torna? Ti ha forse detto che vuole tornare da te?”
“No… lui è molto sincero. Mi ha detto subito della ragazza…
questo bisogna apprezzarlo, no? L’ultima volta ha detto che erano in crisi…
Non mi sembra… non… oddio, Matta, sono diventata la solita cogliona
che fa l’amante! Che cliché spaventoso…”
“Nova? Nova? Ascoltami…